Utilizzo della simulazione nella formazione in ambito sanitario
istruttori - 19 Dicembre 2020
INTRODUZIONE

 

Questo articolo ha lo scopo di supportare lo sviluppo e l’applicazione di tecniche di simulazione nel percorso di studio degli studenti delle professioni sanitarie per migliorare la qualità della formazione professionale e della sicurezza dei pazienti e per accelerare i progressi nell’attuazione delle direzioni strategiche europee riguardanti gli obiettivi di salute a livello nazionale.

 

La simulazione è stata ampiamente utilizzata nella formazione clinica di studenti e professionisti sanitari. È una valida strategia per insegnare, apprendere e valutare le abilità cliniche a diversi livelli di istruzione: universitaria, post-lauream e permanente. La simulazione ha un impatto positivo su studenti, docenti, professionisti e aziende sanitarie. Gli obiettivi principali della simulazione come metodo di insegnamento sono migliorare la qualità dell’assistenza e garantire la sicurezza del paziente.

 

Il documento dell’OMS “Trasformare e aumentare l’istruzione e la formazione dei professionisti sanitari” (OMS, 2013) raccomanda vivamente l’uso della simulazione. La raccomandazione 5 afferma: “Gli organismi di istruzione e formazione dei professionisti sanitari dovrebbero utilizzare metodi di simulazione ad alta fedeltà in contesti con risorse adeguate e metodi a bassa fedeltà in contesti con risorse limitate”.

 

Gran parte del percorso formativo dei professionisti sanitari in tutto il mondo è dedicato all’acquisizione di competenze cliniche. All’inizio del percorso di apprendimento in contesti clinici, gli studenti dovrebbero essere in grado di capire il razionale degli interventi grazie alle evidenze scientifiche, e successivamente nella pratica clinica con pazienti reali dovrebbero essere sicuri di sé e sentire che gli altri si fidano di loro; dovrebbero inoltre sentirsi in grado di svolgere attività senza errori ed essere sicuri che il loro tutor e gli altri membri del team credano nelle loro capacità.

 

 

Da una prospettiva etica, le procedure invasive non dovrebbero essere insegnate o praticate su pazienti reali. Gli studenti dovrebbero essere in grado di allenarsi in ambienti simulati, controllati e sicuri, consentendo loro di compiere errori e imparare da questi senza conseguenze. Ciò garantisce il rispetto assoluto dei diritti umani, proteggendo la dignità dei pazienti, e la qualità dell’assistenza, anche durante i processi di apprendimento degli operatori sanitari. La simulazione come strategia pedagogica attiva aiuta gli studenti a consolidare e valorizzare le proprie conoscenze, sviluppare abilità tecniche e relazionali, creare regole e abitudini di pensiero e riflessione, contribuendo così alla formazione di professionisti competenti.

 

Nonostante le raccomandazioni internazionali di includere la simulazione nella formazione sanitaria e l’evidenza dei suoi benefici, molte istituzioni hanno difficoltà ad integrare metodi di simulazione nei loro curricula. Le ragioni di ciò includono la mancanza di incentivi economici per trasformare e ampliare l’educazione sanitaria, i finanziamenti disponibili, le strutture inadeguate e la predisposizione al cambiamento delle Università e dei dirigenti dei dipartimenti delle aziende sanitarie.

 

Il modo in cui la simulazione è integrata nei percorsi formativi varia notevolmente tra le nazioni di tutto il mondo. La simulazione può essere integrata all’interno di un corso teorico come componente pratica o in corsi clinici specifici. Gli studenti hanno l’opportunità di formarsi in diverse tecniche e scenari, mentre altri studenti possono partecipare come osservatori. La simulazione può essere utilizzata quasi interamente allo scopo di apprendere e addestrare tecniche specifiche o può concentrarsi sullo sviluppo di abilità più complete e trasversali (tecniche di comunicazione con il paziente e con gli altri componenti del team, processi decisionali, gestione degli eventi avversi e leadership) gradualmente incorporate in scenari a complessità crescente.

 

Questo articolo è suddiviso in 5 aree principali che definiscono i concetti chiave, forniscono le motivazioni per l’uso della simulazione, elencano i vantaggi della simulazione, identificano le tipologie di simulazione e spiegano come le simulazioni dovrebbero essere pianificate, implementate e valutate. Fornisce anche alcune raccomandazioni per i docenti che desiderano utilizzare la simulazione nella formazione sanitari e infine offre una breve conclusione.

 

 

CONCETTI CHIAVE

 

L’uso della terminologia standard è un aspetto chiave per tutti coloro che utilizzano la simulazione. I concetti proposti in questo articolo sono:

 

  • Briefing (sessione informativa guidata immediatamente prima dell’inizio di un’esperienza basata sulla simulazione con lo scopo di orientare gli studenti sullo scenario e sugli obiettivi. Può includere informazioni su l’attrezzatura, l’ambiente, il manichino, i ruoli degli studenti, il tempo a disposizione e la situazione clinica);
  • Ragionamento clinico (processo che coinvolge sia il pensiero (cognizione) che la riflessione (metacognizione) per raccogliere e comprendere i dati mentre si richiamano conoscenze, abilità e atteggiamenti su un determinato setting clinico. Dopo l’analisi, le informazioni vengono raccolte in conclusioni significative per determinare altre azioni alternative possibili);
  • Scenario clinico (piano che fornisce il contesto per la simulazione sulla base di situazioni reali o potenziali e che include gli obiettivi, i destinatari, la descrizione e il progresso della situazione, le azioni attese dagli studenti e gli elementi da discutere nel briefing e nel debriefing);
  • Centro di simulazione (luogo fisico che dispone delle risorse necessarie per l’implementazione di un’esperienza clinica simulata. A volte chiamato laboratorio di simulazione, include un ambiente realistico con materiali e attrezzature pertinenti agli obiettivi e crea un’atmosfera sicura per facilitare e promuovere la condivisione e la discussione senza conseguenze negative);
  • Indizi, proposte, suggerimenti (informazioni che aiutano gli studenti ad elaborare e progredire nello scenario per raggiungere gli obiettivi);
  • Debriefing (un’attività che segue un’esperienza di simulazione e che è basata su una struttura e obiettivi predeterminati; è guidato da un docente e incoraggia il pensiero riflessivo degli studenti. Lo scopo del debriefing è imparare riflettendo sull’azione per trasferire l’apprendimento a situazioni future);
  • Valutazione (processo che fornisce informazioni sui singoli studenti o gruppi di studenti. La valutazione si riferisce all’osservazione dei progressi relativi a conoscenze, abilità e attitudini. I risultati della valutazione vengono utilizzati per migliorare i risultati futuri);
  • Feedback (durante l’attività o durante il debriefing, il docente fornisce un feedback sull’adeguatezza dei comportamenti, delle abilità e delle emozioni degli studenti);
  • Fedeltà (quanto un’esperienza clinica simulata si avvicina alla realtà. Il livello di fedeltà è determinato dall’ambiente, dai materiali e dalle attrezzature utilizzate e dai fattori associati agli studenti);
  • Moulage (insieme di tecniche utilizzate per aumentare il realismo della situazione per quanto riguarda la percezione sensoriale, aumentando così l’immersione clinica simulata. Può includere odori, trucco, trattamento delle ferite, drenaggi e oggetti penetranti);
  • Abilità psicomotorie (capacità di svolgere un compito predeterminato in modo efficiente ed efficace utilizzando i movimenti corretti. Include anche la capacità di eseguire in modo efficiente e coerente un compito in condizioni mutevoli);
  • Ambiente di apprendimento sicuro (clima emotivo positivo creato dai docenti attraverso l’interazione di alta qualità con gli studenti, ispirando fiducia e consentendo errori e apprendimento per tentativi ed errori);
  • Esperienza clinica simulata (insieme di attività strutturate che rappresentano situazioni reali o potenziali, svolte dagli studenti in un ambiente realistico simulato e utilizzando materiali e attrezzature reali per sviluppare o migliorare conoscenze, abilità, attitudini e rispondere a situazioni realistiche);
  • Simulazione (strategia pedagogica che utilizza uno o più metodi educativi o tipi di attrezzature per fornire un’esperienza simulata per promuovere o convalidare la progressione degli studenti da principianti ad esperti);

 

 

RAZIONALE

 

La letteratura descrive diversi contributi teorici che supportano l’uso della simulazione come strategia pedagogica per promuovere l’apprendimento. Lo scopo di questo articolo non è fornire un’analisi completa di questi contributi; verranno quindi citati solo i principali riferimenti teorici.

 

Basato sulla teoria costruttivista di Piaget, l’apprendimento è un processo costruttivo, poiché richiede agli studenti di costruire la conoscenza. L’apprendimento avviene quando la nuova conoscenza è incorporata nella conoscenza esistente e quando il docente facilita o guida questo apprendimento. Nella simulazione, i principi del costruttivismo vengono applicati quando l’apprendimento si basa su casi reali, quando favorisce la riflessione sull’esperienza, quando gli studenti collaborano tra loro e quando la conoscenza precedente è integrata nello sviluppo di pratiche simulate.

 

La teoria costruttivista sociale di Vygotsky suggerisce che lo sviluppo e l’apprendimento sono processi dinamici che avvengono simultaneamente. Ci sono tre fasi o livelli di sviluppo delle competenze in qualsiasi punto dello sviluppo:

 

  1. Potenziale (rappresentato da ciò che lo studente è in grado di svolgere con l’aiuto di altri);
  2. Prossimale (rappresentato dalla presenza di un docente che valorizza il potenziale dello studente e lo trasforma in effettiva capacità o sviluppo);
  3. Reale (rappresentato da tutto ciò che lo studente è in grado di svolgere in autonomia).

Il costruttivismo sociale si applica alla simulazione perché l’apprendimento può avvenire solo attraverso l’interazione tra gli studenti nei diversi scenari che sperimentano come gruppo e in presenza del docente, che incoraggia lo sviluppo effettivo.

 

La simulazione fa parte dei modelli pedagogici che danno la priorità all’apprendimento esperienziale. È una strategia che fornisce un’esperienza veramente clinica, anche se simulata, che consente di bilanciare le esperienze (sia in termini di quantità che di qualità) tra diversi studenti e che incorpora la variabilità. L’intero processo formativo ha carattere anticipatorio in quanto consente di simulare un’esperienza prima di intervenire in una situazione clinica reale.

 

La teoria dell’apprendimento esperienziale di Kolb fornisce supporto all’apprendimento basato sulla simulazione. Secondo Kolb, la conoscenza si costruisce trasformando l’esperienza in un ciclo ricorsivo tra quattro modalità di apprendimento adattivo: esperienza concreta (sentimento), osservazione riflessiva (osservare), concettualizzazione astratta (pensiero) e sperimentazione attiva (fare). Attraverso la riflessione, gli studenti assegnano un significato a un’esperienza, concettualizzandola e incorporandola nella loro struttura cognitiva. Questa conoscenza potenziata, se replicata in una nuova esperienza seguita da un’altra riflessione, produrrà nuova conoscenza. Gli studenti quindi imparano non solo dall’esperienza, ma anche dalla riflessione sull’esperienza, ampliando continuamente le proprie conoscenze.

 

Jeffries è stato il primo autore a proporre un modello teorico per supportare l’insegnamento clinico basato sulla simulazione:

 

 

Il modello consente di testare l’impatto della simulazione sugli studenti e funge da guida per aiutare i docenti a progettare, implementare e valutare simulazioni ad alta fedeltà. I componenti principali del modello sono il docente, lo studente, le pratiche educative, le caratteristiche del progetto di simulazione e i risultati. Si basa sui seguenti presupposti:

 

  • Simulazioni ben progettate che utilizzano le migliori pratiche educative aumentando la soddisfazione e la fiducia in se stessi degli studenti;
  • Gli studenti devono essere auto-motivati ​​e disposti ad essere responsabili del loro apprendimento;
  • Le esperienze cliniche basate sulla simulazione dovrebbero essere adattate al livello di apprendimento;
  • Gli insegnanti dovrebbero utilizzare quelle che ritengono essere le migliori pratiche educative in ambiente di apprendimento.

 

I risultati della simulazione dipendono da più fattori, in base a ciascun componente.

 

Lo sviluppo delle competenze pratiche è un processo complesso perché i professionisti devono sapere non solo come eseguire una serie di azioni tecniche, ma anche come applicare le migliori conoscenze disponibili, raccogliere ed elaborare le informazioni, prendere decisioni corrette in vari contesti e adottare atteggiamenti che assicurino il rispetto per la persona e costruiscano una relazione di aiuto.

 

Il modello di sviluppo delle abilità pratiche e del giudizio clinico è composto da cinque dimensioni chiave: abilità psicomotorie, risoluzione dei problemi, pensiero critico e giudizio clinico. Questi fattori interagiscono reciprocamente e si influenzano a vicenda per raggiungere le capacità di una pratica sicura ed efficace.

 

La Piramide di Miller offre anche una struttura per valutare la competenza clinica e aiuta la comprensione del processo di apprendimento delle abilità. Miller sostiene che valutare la conoscenza degli studenti o anche il loro know-how non è sufficiente per prevedere come essi agiranno di fronte a un paziente. La competenza clinica (comportamento) deve essere supportata dalla cognizione (sapere e sapere come eseguire), ma le strategie di valutazione dovrebbero anche richiedere che gli studenti mostrino come lo fanno prima di poter finalmente metterlo in pratica nel contesto clinico. Il modello schematico di Miller rappresenta la progressione degli studenti dalla conoscenza (sapere) all’applicazione (saper fare), alla performance (mostrare di saper fare) e, infine, all’azione (fare) mentre si sviluppano da principianti ad esperti.

 

 

VANTAGGI DELLA SIMULAZIONE

 

La letteratura mostra i vantaggi associati all’uso della simulazione nella formazione sanitaria. Di seguito vengono presentate le prove tratte dalla letteratura più recente e, ove possibile, revisioni sistematiche. La simulazione ha vantaggi sia per gli studenti che per i pazienti:

 

CONOSCENZA

 

La simulazione contribuisce all’espansione e al consolidamento della conoscenza degli studenti, costruendo ponti per l’azione, assegnando valore e promuovendone la rilevanza. Studi in diverse aree cliniche che utilizzano una serie di metodologie di ricerca mostrano chiari benefici nell’area cognitiva e psicomotoria. I migliori risultati a questo livello sono associati alla simulazione ad alta fedeltà.

 

La conoscenza è migliorata nella misura in cui gli studenti hanno la possibilità, attraverso la simulazione, di applicare le conoscenze acquisite in precedenza, mettere in pratica nozioni teoriche e, infine, riflettere sull’azione, spiegarla e giustificarla durante il debriefing, assegnando così valore all’azione concreta identificando i cambiamenti necessari per migliorare le azioni successive. La trasferibilità delle conoscenze acquisite in contesti clinici reali è emersa anche in diversi studi. L’apprendimento mediante simulazione migliora anche il pensiero critico e il ragionamento clinico degli studenti in situazioni assistenziali complesse.

 

ABILITÀ PRATICHE

 

Una revisione storica della formazione sanitaria mostra che l’apprendimento di abilità tecniche come puntura venosa, intubazione e terapia endovenosa attraverso la simulazione sta diventando sempre più importante. La ripetizione di queste abilità in un ambiente controllato è ampiamente riconosciuta come utile a garantire una pratica clinica sicura.

 

ATTITUDINE

 

La simulazione è un’eccellente strategia educativa per aiutare gli studenti a sviluppare atteggiamenti e comportamenti etici e ad applicare i principi etici nella pratica clinica. Un esempio di questi principi è il rispetto per l’autonomia e la volontà della persona. Le misurazioni dei risultati delle prestazioni di simulazione forniscono valutazioni valide dell’empatia e gli esercizi di simulazione aumentano la consapevolezza di sé e culturale.

 

La capacità di prendere decisioni in situazioni in cui le risorse sono scarse o in circostanze estreme può essere addestrata in esperienze di apprendimento basate sulla simulazione. La simulazione contribuisce anche a costruire l’identità degli studenti infermieri e dei professionisti, le relazioni con i loro coetanei e le aspettative nei confronti della futura pratica clinica.

 

MOTIVAZIONE E SODDISFAZIONE

 

La simulazione aumenta la motivazione degli studenti per l’apprendimento e migliora l’apprendimento stesso. La necessità di un ambiente di apprendimento favorevole è ampiamente riconosciuta nell’istruzione; la simulazione offre un’opportunità unica per garantire che la formazione affronti le questioni affettive, in quanto pone deliberatamente le esigenze dello studente al centro dell’attenzione e crea le condizioni per le migliori pratiche di insegnamento. La soddisfazione degli studenti è anche indicata come una variabile con risultati chiaramente positivi. Un ambiente di apprendimento che promuove la soddisfazione degli studenti aumenta la loro motivazione per lo studio e aumenta il raggiungimento dei risultati di apprendimento attesi. La simulazione promuove la creazione di tali ambienti. I migliori risultati sono associati alla simulazione ad alta fedeltà. Il livello di soddisfazione riguarda non solo i materiali, gli strumenti e i simulatori interattivi disponibili, ma anche la competenza, l’accessibilità e la comunicatività del docente.

 

FIDUCIA IN SE STESSI

 

La fiducia in se stessi è una variabile importante nell’apprendimento degli studenti nella pratica clinica. L’evidenza mostra che una bassa autostima è associata ad alti livelli di ansia, maggiore ritardo nell’attuazione delle azioni previste e più errori. La fiducia in se stessi degli studenti ha un impatto sulle loro capacità cliniche e capacità di rispondere ai bisogni dei pazienti. Esperienze di simulazione ripetute aumentano i livelli di fiducia in se stessi degli studenti.

 

RIFLESSIONE

 

Un’analisi consapevole e intenzionale delle pratiche è essenziale affinché gli studenti identifichino ciò che hanno fatto e diventino consapevoli non solo delle difficoltà, dei limiti e delle capacità, ma anche degli effetti delle loro decisioni sui pazienti. Quando la simulazione è integrata nella formazione e gli studenti sono abituati all’approccio, migliora anche la partecipazione degli studenti al debriefing e la pertinenza dei loro commenti. Gli studenti diventano più aperti e riflessivi nei loro commenti e domande. In generale, la riflessione sugli interventi eseguiti o osservati consente agli studenti di acquisire maggiore fiducia nelle proprie prestazioni, sviluppare la propria capacità di prendere le giuste decisioni e migliorare il proprio pensiero critico.

 

SICUREZZA DEL PAZIENTE

 

Alla luce delle evidenze scientifiche, lo scopo della formazione sanitaria è quello di preparare professionisti altamente qualificati e competenti che siano in grado di fornire una risposta efficace alle diverse esigenze dei pazienti e delle loro famiglie. La sicurezza sanitaria è un problema attuale e rilevante e una preoccupazione per le organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali. La sicurezza deve essere un obiettivo costante durante tutto il processo di erogazione dell’assistenza, a cui la simulazione fornisce un contributo significativo.

 

Nonostante le misure per migliorare la sicurezza dei pazienti, molti pazienti continuano a morire a causa degli errori degli operatori sanitari. L’elevata incidenza di eventi avversi nelle istituzioni sanitarie, infezioni associate all’assistenza sanitaria, errori nella gestione della terapia farmacologica, lacune nella formazione dei professionisti e una comunicazione inefficace richiede che venga posta maggiore enfasi sulla sicurezza dei pazienti nella formazione sanitaria.

 

LEADERSHIP

 

Lo sviluppo delle capacità di leadership è stato valutato sulla base di variabili come la fiducia in se stessi nelle abilità di comando, l’efficacia della leadership, la comunicazione di squadra, il lavoro di squadra, il rispetto delle decisioni del leader, l’assistenza reciproca, l’organizzazione, l’autenticità, l’autocontrollo, il giudizio morale e l’elaborazione e uso delle informazioni. La formazione basata sulla simulazione si è dimostrata efficace nell’istruzione e nella formazione dei leader in diversi contesti sanitari.

 

EFFICIENZA ED EFFICACIA

 

L’efficienza e l’efficacia dell’assistenza sono migliorate con lo sviluppo di conoscenze e abilità per il giudizio clinico, la definizione delle priorità, il processo decisionale, l’esecuzione di azioni concrete, il lavoro di squadra e la fornitura di cure sicure al paziente. I programmi di formazione che utilizzano la simulazione migliorano significativamente la risposta in termini di pazienti critici, sorveglianza, identificazione dei criteri di gravità e prontezza di risposta, riducendo il numero di eventi di mancato soccorso.

 

I contesti clinici e gli ambiti in cui gli studi hanno trovato risultati molto positivi in ​​termini di prestazioni includono:

 

  • Valutazione del paziente;
  • Parto in casa assistito da ostetriche;
  • Rianimazione cardiorespiratoria e cardiorespiratoria neonatale;
  • Risposte a situazioni di emergenza;
  • Preparazione per rispondere a situazioni di disastro;
  • Assistenza di fine vita a bambini e adulti;
  • Comunicazione con pazienti in fine vita;
  • Risposte in contesti di terapia intensiva. 

 

 

TIPOLOGIE DI SIMULAZIONE

 

La simulazione è una metodologia di insegnamento-apprendimento attiva che viene eseguita in un ambiente controllato, protetto e sicuro. Consente lo sviluppo di scenari più o meno complessi, a seconda degli obiettivi. È possibile utilizzare diversi tipi di simulatori per diversi livelli di fedeltà. In uno scenario clinico il metodo di simulazione può coinvolgere uno studente o un gruppo di studenti che eseguono una serie di interventi su un manichino o su un paziente simulato.

Esistono diversi tipi di simulatori:

 

  • Simulatori inerti
  • Modelli anatomici o meccanici
  • Simulatori ad alta fedeltà
  • Simulatori di realtà virtuale
  • Pazienti simulati

 

 

PIANIFICAZIONE, IMPLEMENTAZIONE E VALUTAZIONE DELLE SIMULAZIONI

 

La simulazione richiede un’attenta pianificazione, implementazione e valutazione per essere un’esperienza di apprendimento di successo. Il ruolo del docente è quello di impostare la scena, gli scenari diretti e i partecipanti (indizi, tempi), fornire parametri clinici, valutare le prestazioni dei candidati e il debriefing.

 

PIANIFICAZIONE

 

La pianificazione include la costruzione degli scenari e la preparazione dell’ambiente. È importante scrivere un riepilogo dello scenario di simulazione. La sceneggiatura dovrebbe includere gli obiettivi di apprendimento, la descrizione dello scenario, i ruoli richiesti (inclusa la voce del paziente), l’attrezzatura richiesta, i parametri clinici del paziente (inclusi valori di riferimento, fattori scatenanti e modifiche) e i punti da discutere nel debriefing.

 

La creazione di scenari è essenziale quando si utilizza una strategia pedagogica basata sulla simulazione. Richiede la conoscenza delle caratteristiche degli studenti, del loro livello di istruzione, degli obiettivi attesi dall’uso della simulazione e del tipo di simulazione più appropriato per gli obiettivi di apprendimento.

 

Il primo passo nella costruzione di uno scenario è identificare il livello e le esigenze educative degli studenti e, di conseguenza, definire gli obiettivi. Gli obiettivi dovrebbero essere chiari, appropriati alla conoscenza e all’esperienza degli studenti, mirare a specifiche capacità di apprendimento ed essere di numero ragionevole per essere fattibili. In generale, uno scenario può avere da 2 a 4 obiettivi primari che dovrebbero concentrarsi su conoscenze, abilità e comportamenti o lavoro di squadra. Gli obiettivi dovrebbero essere raggiunti durante lo scenario, ma durante il debriefing possono anche essere definiti e discussi obiettivi secondari. Le definizioni degli obiettivi dovrebbero guidare la scelta del simulatore e della pratica simulata. In generale, gli obiettivi sono definiti come segue:

 

  • Nella simulazione a bassa fedeltà, gli obiettivi si concentrano sulla conoscenza e sulle abilità psicomotorie;
  • Nella simulazione di media fedeltà, si concentrano su conoscenze più complesse e tecniche;
  • Nella simulazione ad alta fedeltà, si concentrano su abilità non tecniche come comunicazione, processo decisionale, lavoro di squadra, giudizio clinico e leadership.

 

Lo scenario dovrebbe includere un focus sul processo decisionale e sul lavoro di squadra, nonché le conoscenze e le abilità cliniche necessarie per gestire la situazione.

 

Dopo aver definito gli obiettivi, viene progettata la situazione da gestire: viene descritto brevemente il paziente, inclusi segni e sintomi e come lo scenario dovrebbe evolversi. Questa descrizione aiuterà il docente a comprendere le condizioni in cui gli studenti troveranno il paziente e come procederanno durante lo scenario. Il contesto viene quindi descritto, compresi i dettagli della posizione, le risorse disponibili, la storia medica del paziente e la situazione da gestire. La situazione può essere presentata in tutto o in parte, a seconda del livello dello studente.

 

Il realismo o la fedeltà di una pratica simulata è forte quanto la percezione dello studente che l’esperienza clinica simulata sia paragonabile a quella reale. Le simulazioni dovrebbero essere il più realistiche possibile affinché gli studenti si sentano più sicuri nel trasferire le loro abilità alle situazioni del mondo reale, ma non dovrebbero essere così realistiche da deviare l’attenzione dagli obiettivi pedagogici originali. L’utilizzo di casi clinici reali per la costruzione di scenari è consigliato affinché l’esperienza clinica simulata rappresenti il ​​contesto reale nel modo più accurato possibile.

 

I materiali e le attrezzature necessari devono essere descritti durante la costruzione dello scenario. Materiale e attrezzature simili a quelli utilizzati in contesti reali dovrebbero essere utilizzati in quanto migliorano il realismo dello scenario, consentono l’acquisizione di abilità psicomotorie più accurate e migliorano la fiducia in se stessi degli studenti per la pratica clinica futura. Questa somiglianza ai contesti della vita reale dovrebbe essere controllata al fine di fornire solo le risorse necessarie per implementare lo scenario e raggiungere gli obiettivi, senza il rischio di sovraccaricare gli studenti con stimoli non necessari che potrebbero distrarli o confonderli.

 

Il numero di insegnanti o facilitatori necessari per implementare lo scenario deve essere pianificato in anticipo. Nella simulazione ad alta fedeltà, in cui è possibile utilizzare la pre-programmazione e modificare in corso le condizioni del paziente durante lo scenario in base all’evoluzione dello studente, la presenza di un altro docente per guidare lo scenario e supportare il raggiungimento degli obiettivi può essere importante.

 

È anche importante selezionare la posizione in cui verrà implementato lo scenario. I pazienti non sono sempre costretti a letto, le possibilità di contesti realistici sono infinite. Gli scenari possono essere implementati nel corridoio o all’esterno del centro di simulazione, in un ufficio, in bagno o anche nei luoghi di lavoro degli studenti (chiamata simulazione in situ), arricchendo così le pratiche simulate, incoraggiando gli studenti a svolgere un ruolo più attivo nella loro formazione e aumentando la loro soddisfazione.

 

Quando si progetta lo scenario, è importante identificare quale simulatore è il più appropriato per soddisfare le esigenze individuate e le specificità più importanti per raggiungere gli obiettivi. Il potenziale di ogni simulatore dovrebbe essere adattato alla simulazione; un costoso simulatore ad alta fedeltà non dovrebbe essere utilizzato per sviluppare competenze specifiche che possono essere acquisite utilizzando simulatori inerti o meccanici a bassa fedeltà che sarebbero più appropriati per la loro robustezza e prezzo. Sebbene i simulatori abbiano una fisionomia umana, la maggior parte di essi non sono adatti alle situazioni che possono concretizzarsi in diversi scenari. Il moulage è inoltre importante in quanto può migliorare il realismo e fornire indicazioni sulle condizioni fisiche del paziente.

 

Gli argomenti da discutere durante il debriefing dovrebbero essere definiti in questa fase per migliorare le possibilità di apprendimento.

 

Dopo aver progettato lo scenario, preparare bene l’ambiente è un passo importante. Se l’ambiente in cui si svolge lo scenario durante la simulazione non replica accuratamente la realtà, gli studenti non la sperimenteranno come pratica clinica simulata. La preparazione dell’ambiente include la certezza della disponibilità di materiali e attrezzature realistici simili a quelli utilizzati in un contesto clinico reale, come prese a muro per gas medicali (aspirazione, ossigeno e aria), un carrello di emergenza completamente rifornito, risultati di esami diagnostici, cartelle cliniche dei pazienti (in formato cartaceo o digitale) e un telefono, tra gli altri. Altri elementi, tali pazienti, parenti o altri professionisti sanitari, che possono agire come facilitatori o barriere alla risoluzione dello scenario, possono essere aggiunti all’ambiente per riflettere gli obiettivi.

 

IMPLEMENTAZIONE

 

Per implementare uno scenario, il docente deve prendere in considerazione il materiale e le attrezzature necessarie per raggiungere gli obiettivi pedagogici, il luogo e il contesto in cui si svolgerà la simulazione, le risorse tecnologiche richieste, la disponibilità di elementi che guidano e contribuiscono al processo decisionale dello studente (cartelle cliniche ed esami diagnostici) e l’eventuale necessità di più di un docente o facilitatore.

 

Prima di iniziare lo scenario, gli studenti dovrebbero familiarizzare con lo spazio, il potenziale del simulatore e le risorse disponibili per aiutarli nel loro giudizio clinico e nel processo decisionale. Questo può essere designato come pre-briefing. Lo scenario clinico si svolge quindi in tre fasi: esposizione, spesso designata come briefing, azione e debriefing:

 

  1. Briefing (corrisponde all’approccio iniziale alla simulazione. Agli studenti vengono forniti i dettagli sul paziente e sulla sua condizione fisica. La situazione da gestire viene presentata agli studenti, permettendo loro di capire cosa devono fare. I passaggi dovrebbero essere presentati in modo chiaro, obiettivo e breve);
  2. Azione (inizia solo dopo che gli studenti hanno capito la situazione da gestire. Lo scenario non dovrebbe durare più di 10-15 minuti e termina quando gli studenti hanno raggiunto gli obiettivi definiti. Successivamente inizia il debriefing);
  3. Debriefing (è stato integrato con la simulazione da diversi decenni ormai, ma il concetto è cambiato negli ultimi 15 anni. Dà priorità a un approccio non giudicante, allontanandosi da un approccio di feedback incentrato sull’errore).

Il debriefing è la fase finale di un ciclo di riflessione guidata sull’apprendimento esperienziale. È di per sé una strategia di insegnamento e apprendimento che facilita la riflessione degli studenti sulle questioni cliniche sollevate durante l’evento simulato. Consiste nella revisione autocritica dello studente degli interventi eseguiti durante l’esperienza clinica simulata. Diversi studi hanno dimostrato che il debriefing, se condotto da un team tecnologicamente avanzato e preparato, migliora le prestazioni degli studenti.

 

Il debriefing richiede un processo di comunicazione a due vie tra lo studente e il docente. Oltre al feedback sulle prestazioni, implica un processo di comunicazione che si concentra e spiega le prestazioni in modo che gli studenti possano sviluppare strategie per migliorare. Un debriefing ben strutturato e ben costruito produce risultati riflessivi positivi. Il debriefing avviene dopo la simulazione e fornisce una maggiore vicinanza tra gli studenti e il docente, consentendo loro di discutere aspetti positivi e meno positivi e rappresenta un elemento chiave del processo di insegnamento e apprendimento. Nella riflessione guidata, il docente fornisce allo studente il tempo per esplorare i risultati in base agli obiettivi e alle decisioni. Il debriefing in pratiche simulate offre agli studenti un’opportunità chiave per strutturare i loro processi di pensiero durante e dopo l’evento simulato e riflettere sull’azione, aiutandoli così a consolidare la conoscenza e cambiare i comportamenti.

 

Il debriefing strutturato può essere svolto in diversi modi, uno dei quali segue quattro fasi:

 

  1. Incontro (consentire agli studenti di descrivere cosa è successo ed esporre come si sono sentiti nella pratica clinica simulata);
  2. Rinforzo positivo (consentire agli osservatori di riflettere sugli aspetti positivi legati alla performance degli studenti che hanno partecipato alla pratica clinica simulata (senza giudizi di valore) e di trarre vantaggio dal rinforzo positivo, particolarmente focalizzato sugli obiettivi);
  3. Analisi (facilitare il pensiero strutturato degli studenti che hanno partecipato all’esperienza clinica simulata e, attraverso l’analisi critica, aiutare gli studenti a trovare gli aspetti meno positivi durante l’azione, discuterli e trovare strategie di correzione per azioni future);
  4. Sintesi (rafforzare gli aspetti di apprendimento, chiarire i dubbi emersi nel gruppo e presentare i punti chiave (piano d’azione), collegare e fondare teoricamente l’azione).

Il rispetto di queste quattro fasi del debriefing strutturato implica la creazione di un ambiente sicuro per il debriefing che includa riservatezza, fiducia, comunicazione aperta, autoanalisi e riflessione.

 

Alcune strategie possono essere utilizzate per rafforzare il debriefing con lo scopo di consentire agli studenti di fare riferimento al momento esatto della discussione utilizzando registrazioni video, ma questo dovrebbe essere limitato a una piccola parte dello scenario in modo che gli studenti possano guardare e discutere un dato momento con il docente.

 

In sintesi, per condurre il debriefing, il docente deve osservare il comportamento e la pratica clinica, utilizzare i risultati dell’apprendimento e considerare la selezione e la visualizzazione di una sequenza video, se disponibile. Il debriefing dovrebbe svolgersi in una stanza confortevole e privata con un clima favorevole in cui gli studenti si sentano liberi di imparare in modo aperto e onesto.

 

VALUTAZIONE

 

La valutazione è un duplice processo che si concentra sulla valutazione delle prestazioni degli studenti e sul processo di simulazione. La valutazione è il processo attraverso il quale si ottengono informazioni sull’evoluzione di singoli studenti o gruppi di studenti in merito all’acquisizione di conoscenze, abilità e attitudini in relazione agli obiettivi definiti.

 

Le valutazioni degli studenti derivano dalle osservazioni del docente e dalla percezione degli altri studenti nella sessione. A tal fine, gli osservatori (studenti) e il facilitatore dovrebbero utilizzare modelli separati che integrino la valutazione delle abilità cliniche e non cliniche, delle conoscenze acquisite e delle attitudini (puntualità, iniziativa, rispetto per i membri del team, comunicazione) durante l’azione degli studenti e debriefing.

 

Le valutazioni degli studenti includono valutazioni formative e sommative. La valutazione formativa favorisce lo sviluppo personale e professionale e mira a fornire feedback sui progressi degli studenti durante la simulazione in modo sicuro e di supporto, aiutandoli a raggiungere gli obiettivi. La valutazione sommativa, d’altra parte, fornisce una visione accurata delle prestazioni finali degli studenti e della capacità di acquisire competenze tecniche e cliniche e consente agli studenti di ottenere un punteggio finale chiaro. La valutazione basata sulla simulazione delle capacità tecniche e cliniche può essere una scelta migliore rispetto alla valutazione in un contesto clinico; oltre alle ragioni etiche sopra menzionate, ha anche un costo operativo inferiore ed è meno esigente per gli esaminatori.

 

Esistono diversi requisiti per una valutazione efficace della pratica simulata:

 

  • Studenti e insegnanti dovrebbero avere una chiara comprensione di ciò che la simulazione intende raggiungere, degli obiettivi e dei risultati di apprendimento;
  • La simulazione dovrebbe essere allineata alla metodologia di valutazione utilizzata nella formazione, poiché le simulazioni si verificano in ambienti di apprendimento insoliti in cui gli studenti possono avere difficoltà a cogliere lo scopo della simulazione;
  • La valutazione dovrebbe essere progettata con un forte elemento di debriefing e feedback attraverso il debriefing orale e la riflessione scritta, poiché l’apprendimento basato sulla simulazione richiede l’esternalizzazione delle riflessioni degli studenti.

 

Possono essere utilizzati diversi metodi: relazione scritta dello studente, per ottenere informazioni sulla loro esperienza; valutazione oggettiva dei docenti sull’efficacia degli interventi; raccolta dati a supporto della valutazione continua della qualità della formazione e dei processi di insegnamento. È necessario valutare oggettivamente il livello di conoscenza e le prestazioni degli studenti all’inizio e alla fine del programma di formazione, piuttosto che valutare solo le percezioni degli studenti.

 

La valutazione dell’utilità e del rapporto costo-efficacia dell’integrazione della simulazione nella formazione richiede che la ricerca sia progettata sin dall’inizio per consentire il monitoraggio degli effetti della strategia sulle abilità cliniche degli studenti. I risultati dell’apprendimento, come le conoscenze, le attitudini e le abilità degli studenti, servono non solo a valutare i singoli studenti, ma anche a valutare i programmi formativi di simulazione. Per valutare l’efficacia della simulazione come strategia educativa, tuttavia, devono essere incluse altre variabili, come la fiducia in se stessi, la consapevolezza di sé, l’autoefficacia e la soddisfazione degli studenti. Molti strumenti sono stati progettati per questo scopo.

 

Gli studi sulla valutazione della pratica basata sulla simulazione considerano importante:

 

  • Creare strumenti standardizzati per valutare gli eventi che si verificano durante la simulazione clinica;
  • Progettare e convalidare strumenti per misurare il giudizio clinico o le dimensioni del pensiero critico;
  • Progettare strumenti che facciano una chiara distinzione tra conoscenza, competenza e valutazione delle prestazioni;
  • Dimostrare l’efficacia della simulazione in diverse aree di apprendimento;
  • Utilizzare approcci a metodo misto per valutare l’efficacia degli interventi;
  • Utilizzare altri strumenti oltre a self-report e questionari di miglioramento percepito e soddisfazione.

 

 

RACCOMANDAZIONI PER I DOCENTI

 

L’integrazione della simulazione nella formazione sanitaria è ampiamente raccomandata, in particolare in un approccio costruttivista, per combinare contenuti teorici, abilità pratiche e sviluppo di abilità cliniche generiche per risolvere scenari sempre più complessi e prepararsi alla futura pratica clinica.

 

Docenti e dirigenti che desiderano integrare la simulazione nella formazione dovrebbero prendere in considerazione le seguenti raccomandazioni:

 

  • Essere consapevoli delle basi teoriche dell’uso della simulazione come strategia educativa;
  • Comprendere i vantaggi dell’integrazione di esperienze cliniche simulate nella formazione;
  • Identificare le risorse disponibili o richieste (spazio, simulatori e personale docente con una formazione adeguata che si impegna a progettare e implementare scenari e valutare continuamente i loro risultati;
  • Definire lo scopo dell’utilizzo della simulazione (per migliorare l’acquisizione delle competenze degli studenti, valutare le competenze tecniche e offrire opportunità di formazione delle competenze);
  • Comprendere che la simulazione non deve essere ad alta fedeltà: la simulazione a bassa fedeltà che utilizza scenari ben progettati e ben implementati può essere molto efficace per ottenere risultati di apprendimento;
  • Riconoscere che se le risorse sono limitate, iniziare con una simulazione a bassa e media fedeltà può essere più appropriato (poiché sostengono costi inferiori) fino a quando il personale non diventerà esperto nel processo di pianificazione, implementazione e valutazione della simulazione.

 

 

CONCLUSIONI

 

La qualità della formazione ha ricevuto una maggiore attenzione negli ultimi decenni, in particolare in relazione alla qualità dei risultati e al monitoraggio delle variabili associate ai processi di crescita personale.

 

L’attenzione nella formazione sanitaria continuerà inevitabilmente a concentrarsi sulle strategie educative, le strutture fisiche, i materiali e le attrezzature, nonché sul rispetto assoluto dei principi morali ed etici e delle esigenze sociali di professioni fortemente influenzate dai principi dell’umanesimo. L’evoluzione è verso strategie educative incentrate sullo studente che integrano i principi della professione e le prove scientifiche più forti per migliorare la qualità dell’assistenza e garantire la sicurezza del paziente.

 

Le prove di più studi dimostrano che la simulazione è una strategia di grande valore per la formazione sanitaria. Fa parte di un approccio educativo costruttivista e aiuta gli studenti a sviluppare più efficacemente le loro capacità psicomotorie e di risoluzione dei problemi, pensare e agire come professionisti sanitari e acquisire abilità per comunicare in modo più assertivo e terapeutico.

 

La costruzione di scenari è essenziale quando la strategia pedagogica si basa sulla simulazione. A tal fine, è importante considerare le caratteristiche degli studenti, il livello di istruzione, gli obiettivi attesi dall’utilizzo della simulazione e il tipo di simulazione più appropriato per gli obiettivi pedagogici.

 

Quando si implementa uno scenario, il docente deve prendere in considerazione il materiale e le attrezzature necessarie per raggiungere gli obiettivi pedagogici, lo spazio e il contesto in cui si svolgerà la simulazione, le risorse tecnologiche necessarie e la disponibilità di elementi che guidano e contribuire ai processi decisionali degli studenti e il numero dei docenti o facilitatori. Questi sono elementi chiave per implementare le tre fasi della simulazione: briefing, azione e debriefing, e ottenere i migliori risultati.

 

Infine, come strategia pedagogica che promuove esperienze di apprendimento più solide e porta allo sviluppo di conoscenze, abilità e attitudini, la simulazione è e dovrebbe continuare ad essere al centro del miglioramento continuo dell’erogazione dell’assistenza a coloro che si rivolgono ai servizi sanitari.

 

L’integrazione della simulazione nella formazione sanitaria è possibile in contesti con poche risorse attraverso l’uso di simulazioni a bassa e media fedeltà, con ottimi risultati. Incoraggiando e assegnando importanza alla pratica simulata prima della pratica clinica, gli enti formativi riflettono un profondo rispetto per gli esseri umani e la loro dignità in tutti i contesti della pratica clinica come parte della loro filosofia educativa.

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